Storia

i casaliIl nome del Podere Osteria si riferisce con ogni probabilità ad una stazione di ristoro sorta lungo una delle tante varianti della Via Francigena – Romea, antica strada che transitava a pochi chilometri di distanza, oltre il Fiume Orcia[1].
La strada, che si sviluppò in epoca longobarda, costituiva un percorso intermedio tra le strade romane consolari Aurelia e Cassia e, fino all’epoca moderna, risultò essere la principale via di collegamento che univa Roma ai paesi d’Oltralpe. E’ proprio lungo questo percorso che sorsero numerosi borghi fortificati oltre che fondazioni ospedaliere di assistenza ai viandanti[2].

Tutto il territorio circostante il Podere Osteria ha risentito nei secoli della presenza del Castello di Spedaletto, una delle più importanti “grance” dello Spedale Santa Maria della Scala, potente istituzione religiosa e politica della Repubblica di Siena dedita all’assistenza e alla cura di pellegrini e commercianti fin dal 1200.
Il simbolo che identificava lo Spedale era una scala sormontata da una croce, ancora oggi riscontrabile sulle pareti dei numerosi possedimenti sparsi nel senese.

Nel 1289 pernottò nella grancia Carlo II d’Angiò di ritorno da Napoli mentre i suoi cavalieri furono ospitati nei poderi circostanti.
Le grance ossia fattorie, mulini e magazzini fortificati sorsero tra il XIII e il XIV secolo per razionalizzare la produzione agraria; articolati attorno ad uno o più cortili, erano costituite da alloggi, cantine, stalle e cappelle.

Quella di Spedaletto è particolarmente suggestiva e si presenta ancora oggi come un classico castello medievale al cui interno è racchiusa la chiesa di San Niccolò, anticamente impreziosita dalla rinascimentale pala di Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta.
Il castello fu visitato anche da Papa Pio II nel 1460 che vi promulgò una bolla in suo favore.

Intorno al 1472 “l’amministrazione dello Spedale dette commissione al Maestro Guidoccio di alcuni lavori di accrescimento nello Spedaletto di Val d’Orcia dove doveva fare tre torricelle tonde, cioè sur ogni canto una in mezzo atteso chè le muraglie fossero state restaurate da qualche tempo, come ne fa fede l’iscrizione, che tuttora si trova sulla porta d’ingresso dei quel bel castelletto, col nome del Rettore, Urbano di Pietro”[3]

Tra le altre funzioni documentate, risulta che la grancia di Spedaletto provvedeva ad organizzare l’allevamento controllando gli spostamenti del bestiame da e per la Maremma, risultando così, il più importante centro di allevamento ovino dell’Ospedale senese.[4]

La visita fatta nel 1676 in Val d’Orcia dall’Auditore granducale Gherardini , autore della famosa inchiesta agraria nota proprio come “Relazione Gherardini”, attesta, a proposito di San Quirico che “vi è in detta Terra una Grancia dello Spedale Grande di Santa Maria della Scala, nella quale stà un Grancere, che tien conto delle di lei Entrate consistenti in più poderi”; si tratta dei quattro poderi appartenenti al Comunello di Spedaletto, Capanne, Osteria, Montertini, Sorbelle.

Sul finire del XIX secolo il Podere Osteria apparteneva ancora allo Spedale di Siena e faceva parte della Podesteria di Castiglion d’Orcia – Comune di Spedaletto. Una curiosità: i quattro poderi che costituivano la Grancia fornivano una rendita di 229 scudi e venivano tassati per 10 lire.[5] Oggi il casale Osteria è ubicato nel Comune di Pienza ed appartiene alla famiglia Dezi.

L’azienda Osteria é di proprietà della famiglia Dezi dagl’anni 60 ,e Massimo Dezi é la terza generazione che con i due figli arriviamo alla quarta generazione. L’agriturismo nasce grazie all’amore che si ha per la terra e la famiglia .Dove si riesce ancora a mantenere un certo distacco dalla vita moderna e caotica pur usufruendo di tutto il progresso che offre.

Qui ti svegli ancora con il canto del gallo puoi mangiare sano e genuino come ai tempi dei nostri nonni. Beviamo ancora l’acqua del rubinetto che sorge fresca e pulita,la spesa della verdura delle uova e delle carni bianche basta andare nell’orto e nel pollaio ,senza fare lunghe file al supermercato .Non parliamo del parcheggio ,qui il problema non si pone c’è tutto lo spazio che vuoi.Per i bambini non esistono pericoli e c’è per loro tutto lo spazio all’aria aperta per poter scorazzare.

Cosa dire di più ,un tuffo nel passato tenendo d’occhio comodità e tecnologia,il giusto equilibrio che rende la vita comoda e piacevolmente rurale.